La cornucopia

La cornucopia

martedì 10 luglio 2012

Il Bel Paese dove 'l sì suona

 
Non capisco, davvero non capisco. Talvolta, anzi, spesso, mi ritrovo, quasi come un accademico della Crusca, a fare la pulce a ciò che leggo o sento dire in televisione o per strada, al supermercato, nelle aule di scuola.

Il fatto è che a me piace la lingua italiana. Ah, bella scoperta, sei italiano! Beh, sì, pare scontato, ma mica poi tanto, se vi soffermate un momento a ragionarci sopra: da ciò che sento e leggo sempre più frequentemente, purtroppo, pochi italiani amano la loro lingua, dagli strafalcioni linguistici che sento e leggo pronunciati e scritti anche da esimi politici, grandi giornalisti, letterati, scienziati, avvocati et similia. Ripeto, sarò pedante, sarò uno che, come diciamo dalle mie parti, fa la punta ai chiodi, le scarpe ai moscerini, però...

Non voglio tediarvi con paludati commenti su quello che, d'impulso, mi verrebbe di sottolineare, tipo gli errori sintattici, ortografici, di consecutio temporum, di tempi verbali (di tempi verbali!) che sento o leggo anche in contesti in cui non ci si aspetterebbe mai e da parte di persone che sarebbero per mestiere obbligate a sapere l'italiano, scritto e parlato: sarebbe troppo lungo e noioso, nonché avvilente, almeno per me. Anche se sarebbe facile parlare di tutto ciò, anche se fare Maramaldo su queste cose e su quelle persone forse alzerebbe il livello d'interesse del "Grande Pubblico" verso quanto sto scrivendo. Ma poi, chi l'ha detto che il grande pubblico sia sempre da ricercare, vezzeggiare, inseguire, solleticare, blandire? A me non interessa per nulla, tutto questo, a me non preme per nulla avere, su queste cose, il consenso oceanico, non mi diverte mettere alla berlina qualcuno, per poi riderne insieme ad altri alle sue spalle, se questo qualcuno o qualcuna troppo facilmente si pone alla berlina da solo/a, per esempio scrivendo "amicizzia" con due zeta... o dicendo "ma bensì" ...per dirne un paio sole, eh? Quindi, evito elegantemente.

Non voglio però nemmeno dilungarmi in disquisizioni linguistiche che, del resto, non posso e non potrei certo fare io, date le mie scarse competenze, e nemmeno voglio scagliarmi contro questo o quella, non è nelle mie corde... Tuttavia, se perdonate questo sfogo notturno, procedendo per alcuni, brevissimi, assolutamente non esaustivi exempla, elencando alcuni tòpoi, archetipi sbocconcellati qui e là presi dalla vita di tutti i giorni, vi illustrerò, un po' scherzosamente, con un po' d'ironia ma con decisione, a quale livello sia giunta la mia "intolleranza linguistica" , ormai sempre più crescente.

Partiamo da un'espressione in questi giorni molto sentita (premetto che questo non è un blog politico, io non mi occupo di politica attraverso di esso e non mi riferisco a nessuno dei nostri politici, locali o nazionali): 



1 - SPENDING REVIEW (Spénding reviuuu). La domanda è... MA PERCHÈ SPENDING REVIEW? Voglio dire, d'accordo che i gerghi di settore (questo direi sia del settore economico) hanno tutti i diritti di essere, anzi, a volte sono necessari, ma siamo in Italia o no? Abbiamo un'espressione italiana che esplica il medesimo concetto nel medesimo tempo di pronuncia o scrittura, e cioè REVISIONE DI SPESA. Perché, nei giornali, nelle televisioni, non possiamo dire o scrivere così? Vorrei aprire una sottoscrizione per fare in modo che tutti dicano questo, e non SPENDIG REVIEW, accidenti!




2 - PIUTTOSTO CHE - In sé è espressione correttissima. Ciò che mi fa balzare sulla sedia ogni volta, ciò che mi fa inorridire è il significato che si vuole dare a queste due parole nel contesto globale della frase. "Oggi ho fatto shopping (n.d.r. Intanto perchè "shopping"? COMPERE, maledizione, SI PUÒ DIRE TRANQUILLAMENTE COMPERE, SPESE, ACQUISTI, boia d'un mondo ladro!): ho comprato un paio di scarpe, piuttosto che una maglietta, piuttosto che una cintura, piuttosto che un paio d'orecchini, piuttosto che un rasoio elettrico, piuttosto che una scopa di saggina". Insomma, per farla breve e semplice, senza tanti giri di parole, piuttosto che, dal significato originario e unico di "io preferisco questo piuttosto che quello" (piuttosto che niente è meglio piuttosto, come si dice dalle mie parti), si usa l'espressione in esame come congiunzione, come fosse equivalente a "questo E quello E quell'atro E quest'altro ancora". Siccome poi, come diceva mia nonna già più di un secolo fa, "se lo dice la televisione deve essere vero, deve essere giusto", e in televisione lo dicono in tanti, molti credono davvero lo sia, corretto. Inaudito!



3 -  SUMMIT (pronunciato "SAMMIT") - Una delle cose che più aborro sentir dire. Una delle cose che davvero mi fa sentire schiavo dell'inglese, che mi fa capire quanto il popolo italiano sia "zerbinato", succube della Perfida Albione, Madre Patria di una lingua in sé bellissima, che conosco abbastanza bene e che parlo, ma, insomma, cari giornalisti, annunciatori tv, conduttori di trasmissioni ecc ecc.. SUMMIT NON È INGLESE, MANNAGGIA, È LATINO! Si pronuncia esattamente come scritto "summit", tale e quale. Perché "anglofonare" la lingua nostra d'origine, che tutti ci invidiano? ERRORE DA SOTTOLINEARE CON LA MATITA ROSSA! Ahahahahah!


 4 - MEDIA (pronunciato MIDIA) - Come sopra, non c'è che dire, siamo zerbini! Non è inglese, non è inglese, accidenti, è anche questa una parola latina, quindi nostra. Si pronuncia anche questa come si scrive, e significa, semplificando, "mezzo", nel senso di strumento, e anche "le cose che stanno in mezzo tra due estremi, che fanno da tramite tra un punto e un altro". Si usa riferito prevalentemente ai mezzi d'informazione. Cercate di dire "media", per favore, non "midia"...




5 - PLUS (pronunciato PLAS) - Stesso genere di parola latina, quindi nostra, scambiata per inglese, sempre in virtù della mania di "anglofonare" tutto! Plus significa "più", com'è intuibile, e si pronucia, indovinate... plus, com'è scritto, appunto, non "plas" (ricordate quella pubblicità di un cosmetico femminile? Eh, è "plas", quindi, amiche care, ha qualcosa in più. Compratelo... ahahahaha).



6 - NIKE (pronunciato NÀIK) - Questa è l'apoteosi! Una parola che si crede inglese-americana, pronunciata scorrettamente (negli Stati Uniti d'America o in Gran Bretagna, se dite "nàik" non vi capisce nessuno, perchè loro pronunciano "naikii"...) mentre invece, essa parola, è greca! Nìke (Νίκη), uguale Vittoria, che è una figura della mitologia greca che rappresenta la Vittoria Alata. Era insomma la divinità invocata nell'antica Grecia onde ottenere gloria e vittorie in battaglia. Avete mai sentito dire, a proposito della celeberrima statua, "Ecco la "nàik" di Samotracia"?... Ahahahah, m'immagino già Leonida alle Termopili che grida tronfio "Questa... è... Spartaaaaaa!" con ai piedi le scarpe da ginnastica.... ahahahahahahahah!

 

7 - BIPARTISAN (pronunciato BAIPARTISAN) - Perché bisogna dire "BAIPARTISAN" (oltretutto, scusate l'inciso, non è che la parola sia molto bella, anzi; io non la userei mai, non la uso mai, in effetti, ma il discorso sarebbe troppo lungo: fingiamo che sia una parola gradevole...). Perchè, allora, non dire anche "BAIsessuale", "BAImotore", "BAIvalente", "BAIdirezionale", "BAIpede", "BAInoculare"... ahahahahahah!

Basta, mi fermo qui, credo sia chiaro il taglio sarcastico, seppur vero e fondato su dati di fatto, che ha ispirato questo mio sfogo: tanti altri esempi avrei da fare, quelli precedenti sono soltanto alcuni piccoli, forse nemmeno troppo incisivi esempi e i primi che mi sono venuti in mente così, all'impronta. Mi piacerebbe, tuttavia, che chi mi legge portasse anche lui/lei esempi del genere. Confrontiamoci, criticate, approvate, va bene tutto, ma non posso essere io, l'unico "intollerante linguistico" sulla faccia della terra!

15 commenti:

  1. Ciao Gian Marco!

    Mi dispiace che tu a quell'ora avessi queste riflessioni, condivisibili in tutto, ma che non influiscono su chi abusa degli strafalcioni citati, per cui le parole del saggio si disperdono nel vento! Forse irritano e allontanano, e il cattivo uso dell'Italiano continua in questa china degradante.
    A me dà fastidio l'uso della k per sostituire il nostro ch, o la x al posto di per, e via di seguito, rendendo così ridicola ogni frase!
    Io amo la nostra lingua, anche se la trascuro io stessa, presa dalla fretta, dalla necessità di sfrondare, di rendere piana la comprensione...poi si prende quella piega e si va avanti!
    Io invece, nella notte quando scrivo mi ascolto magari Leopardi, era il suo compleanno l'altra settimana, tre giorni prima del tuo, e a Recanati hanno festeggiato...la lettura del Canto di un pastore errante... di Arnoldo Foà è la mia preferita e me la riascolto, in sottofondo!

    Volevo addolcire un po' la tua "amarezza".

    Io ho solo scarsa dimestichezza con l'inglese scolastico di decine e decine d'anni fa!
    Lo capisco quel tanto da affrontare piccoli scambi di impressioni quotidiane!!!

    Un abbraccio!

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  2. Ciao Ivana!

    Come sono d'accordo su "k" e "x"... brrr, mi vengono i brividi!

    Leopardi, il caro, amico Leopardi: era il mio poeta preferito, al liceo, molto più di D'Annunzio, che non sopportavo, e più di Pascoli, che tuttavia ho molto rivalutato nel tempo.

    In ogni caso, grazie per la risposta, almeno qualcuno è stimolato all'argomento, che forse, come dici, suona irritante, alle orecchie di certuni, ma mica è colpa nostra se l'ignoranza imperante impedisce loro di capire... ahahahahah!

    Poi, missione compiuta: l'amarezza stempera leggendo le tue parole di solidarietà. Grazie.

    Ave atque vale!

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  3. La frase riguardante i tre poeti potrebbe essere stata scritta da me. nella stessa sequenza...solo che Leopardi è ancora un amico!!!!
    Bene, mi fa piacere se ti sei rasserenato...poi è meglio andare dritti per la propria strada, senza voler pungolare gli altri...l'esempio, a volte, è molto più efficace!

    Buon lavoro! Sei stato poi a Crevalcore stamattina? Io ho intervistato l'unità dei Vigili del Fuoco di Bologna, ancora operanti fuori Porta Bologna! Sono persone speciali, gentili, molto ben disposte, e pronte all'ascolto!
    Praticamente trovo molto più umani loro, che altri in altri posti che richiederebbero appunto sentimenti umani...all'ospedale, negli uffici ecc....
    Va be' non rattristiamoci di nuovo!
    Ciao!

    Ciao!

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  4. Non sono ancora venuto a Crevalcore, ma verrò questa sera, per cena. Ho già progettato un gelatino al k2 (si può far pubblicità?...), un giro alla Cocomeraia e poi in centro, a rivedere le "mie" strade, fin dove potrò.

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  5. A proposito: Leopardi è anche per me ancora un amico: proprio l'altro ieri parlavo con qualcuno del Canto Notturno del Pastore Errante dell'Asia, con quel suo incipit alla luna, che sorge indifferente ai dolori umani, e quel finale

    "Ed io godo ancor poco,
    o greggia mia, né di ciò sol mi lagno.
    se tu parlar sapessi, io chiederei:
    - Dimmi: perché giacendo
    a bell'agio, ozioso,
    s'appaga ogni animale;
    me, s'io giaccio in riposo, il tedio assale? -
    Forse s'avess'io l'ale
    da volar su le nubi,
    e noverar le stelle ad una ad una,
    o come il tuono errar di giogo in giogo,
    piú felice sarei, dolce mia greggia,
    piú felice sarei, candida luna.
    O forse erra dal vero,
    mirando all'altrui sorte, il mio pensiero:
    forse in qual forma, in quale
    stato che sia, dentro covile o cuna,
    è funesto a chi nasce il dí natale"

    Il manifesto di tanta parte della mia vita....

    Ciao ciao!

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  6. Caro GianMarco,
    penso che la Francia sarebbe il tuo paese ideale. In Francia qualunque parola inglese e' guardata sospetto e anche parole inglese di uso comune come "computer" e "mouse" vengono sosituite da 9 francesi su 10 dal rispettivo "ordinateur" e "souris" (topo), Se poi guardi all'Accademie Française al suo confronto l'Accademia della Crusca e' una banda di rivoluzionari..
    Maurizio

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    1. Caro Maurizio, non è che io guardi con sospetto l'inglese, anzi, è l'unica lingua che parlicchio oltre l'italiano e il mio dialetto, come ben sai, e mi piace anche, la lingua d'Albione. Io parlavo di eccessi, di inglesismi assurdi laddove inglese nemmeno dovrebbe esserci; del resto, nemmeno vorrei arrivare ai Francesi che dicono "ordinateur" al posto di computer. Un conto sono termini e parole che si usano ormai in tutto il mondo perchè nati in quella lingua (la lingua dell'informatica è l'inglese, come tu ingegnere elettronico sai benissimo) e sono usati in quella forma in tutto il mondo giustamente. La "vulgata" dice computer e mouse a buona ragione, dunque.

      Una altro conto, invece, è non usare l'italiano, nelle forme sintattiche e ortografiche corrette, naturalmente (ed è questa la cosa cui tengo di più, siccome appunto, come dicevo, io amo la "buona" lingua italiana), quando l'italiano è sufficiente ed efficace per esprimere un concetto, e ha i termini adatti per esprimerlo.

      Sono assolutamente d'accordo con te, poi, sull'Accademie Française e sulla nostra Crusca: quest'ultima, in effetti, al confronto dell'accademia francese è ancor più che rivoluzionaria, è pure anarchica!

      Ciao, saluta tutti i tuoi, e l'Elvetia mia o cara.

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  7. Caro GianMarco,
    la Francia sarebbe il tuo paese ideale. Laggiu' l'inglese e' pressoche' sconosciuto nella conversazione e 9 francesi su 10 al posto di parole di uso comune come Computer e Mouse preferiscono "ordinateur" e "souris" . Se poi guardi all'Accademie Française al suo confronto l'Accademia della Crusca e' rivoluzionaria....

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    1. Caro Maurizio, con tutto quello che si può dire (di non lusinghiero, purtroppo...) di una gran parte del popolo italiano e della Nazione Italia... in Francia farei fatica a viverci, mi trovo molto meglio qui!

      Forse forse, anche anche a Parigi ci vivrei: splendida città, cosmopolita, ricca di fermenti culturali, europea nel senso vero del termine. Ma Parigi, da quello che ho potuto constatare io, e la mia esperienza di Francia non è grandissima, non è "La Francia", e i parigini non sono "i francesi"... capisci, vero, cosa voglio dire?

      Ciaooo!

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  8. Torno a leggerlo BENE, e con mio marito!
    Sono le stesse cose che diciamo noi, spesso, desolatamente, ma a chi?
    Più o meno, a noi stessi.. ahimè!
    Sono ripassata per leggere meglio il tuo profilo.. mi pareva di aver letto insegnante: maestro?
    Ciao, in mail!
    Adri

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  9. Desolatamente a noi stessi, sì, ma forse a qualche altro panda nella riserva, dai... qualcuno c'è... dai... c'è nessunoooo? C'è nessuno qui deeentroooo...?

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  10. Un acc.!!!
    Perdono, perdono.. ma mi è scappato.. non mi rigiro ancora bene nel tuo blog, e non trovavo il post..
    Per cui, se mi vedi passare troppo spesso, è perchè magari sto cercando e non trovo!
    Questo tuo post mi ha fulminato al primo sguardo, e, conoscendomi, potrebbe provocare un'ennesima alluvione, contro la quale erigo subito un argine.
    Condivido parola per parola le tue note, ed i commenti scambiati con Ivana e non solo ( non sopporto le k e tutte le abbreviazioni "internettiane".. se posso rischiare con questo barbaro neologismo di mio conio.. )
    Ma non posso non aggiungere che nemmeno io sopportavo D'Annunzio.. e su che autore pensi mi abbiano interrogato alla Maturità? Bravo, indovinato!
    Però in Italiano avevo sempre modo di fare la mia discreta figura.. è stata la Fisica, a fregarmi, poi.
    Tanto, ormai.. a chi importa più?
    La torrenziale.. altrimenti detta "bulldozer", tegola, panzer.. etc. etc.
    Adri
    Stasera se lo leggerà G.: se l'è ripromesso.

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    1. Per favore non fulminarti mica, eh? Metti il salvavita, indossa suole di gomma e via!

      Interessante, i gusti su D'Annunzio e Leopardi sono coincidenti: interessante, sì, molto interessante...

      Alla maturità io portai Dino Buzzati come autore preferito, credo d'esser stato l'unico nella storia dell'esame che oggi si chiama "di Stato". Amai a fondo e tuttora amo i suoi libri e racconti, ho vissuto profondamente dentro di me i significati e le implicazioni derivabili dalla sua poetica e dalle sue tematiche, che hanno contribuito all'attribuzione dell'appellativo di "Kafka italiano" a Buzzati (anche se io rifuggo come il demonio l'acqua santa queste categorie di pensiero stereotipate e "un tanto al chilo").

      Mai rimandato o bocciato, al liceo classico, ma la matematica e la fisica... uuuhhh, le ripudiavo e le ripudiai violentemente, così, da dentro: non ne sapevo mezza, e anche oggi non ne so mezza!

      Il pletorico, logorroico, fluviale Giangi

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  11. E l'ha fatto, prima di cena: l'ha letto forse più accuratamente ed attentamente di me, tanto che, dopo un po', sono venuta a vedere, e l'ho trovato mentre ascoltava la fine di "Canto notturno.. " dalla voce di Foà.
    Commosso, ed entusiasta del post e dei commenti.
    Come mi aspettavo.. solo che devo preparargli la rassegna stampa, se voglio fargli parte delle mie scoperte ed incontri.. non ha troppa familiarità col pc e la tecnologia: meno di me, che è tutto dire!
    Fortuna che poi apprezza. Ma credo sia più che altro pigrizia mentale, e lo capisco.
    Stasera ti dico "grazie" anche da parte sua.
    Adri

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    1. Sono lusingato sinceramente per aver suscitato, con le mie piccole parole venate da una vaga vis polemica e decisamente cruscaiola, simili sensazioni e desideri di ascolto di un grande poeta recitato da uno degli attori più grandi che abbiamo... Sono io che ringrazio te e voi, diamine.

      Un saluto caro a tutti e due

      Gian Marco

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